
Non avevo bisogno di niente e di nessuno, tantomeno potevo desiderare di più. La vetrata sul mare mi regalava una visione suggestiva. Niente di meglio per scrivere i miei racconti, che assumevano sempre più l'aria di un vero libro. L'opera che in principio credevo fosse la soddisfazione maggiore che potessi avere. Mentre scrivevo, il mio boxer, Alan, premeva dolcemente il suo muso sulle mie gambe godendosi l'adrenalina che attraversava il mio corpo quando l'ispirazione, generosa, faceva capolino. Sentivo di essere libero, non dovevo più dare continue spiegazioni sui miei comportamenti a nessuno. Dalla vetrata scorgevo la donna che era riuscita finalmente ad attraversare i miei sensi, la mezza mela che aveva accettato il mio essere e tutte le sue stranezze. Passeggiava scalza sul lungomare portando con sè tutto quello che più aveva sognato, Mattia, il bimbo che le avevo donato. L'opera più bella della mia vita.
Scritto da Francesca Piras intorno alle 3 parole - liberta', boxer, bimbo
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