sabato 17 marzo 2007

50 anni di bollicine..

Ovviamente non stiamo parlando di champagne. Alla voce Jacuzzi, i più accreditati dizionari di lingua inglese riportano la definizione “vasca per idromassaggio”. Esattamente come a quella Hoover c’è scritto “aspirapolvere”. In poche parole, negli Stati Uniti, un oggetto in qualche modo rivoluzionario, se in breve diventa un bene di largo consumo, viene identificato con il nome di chi l’ha inventato e prodotto per primo. Vicino al nome Jacuzzi, però, c’è un’indicazione fonetica che suggerisce di pronunciarlo all’incirca Giacuzi. E invece no. Jacuzzi merita proprio di essere detto all’italiana, così come si scrive, perché quelli a cui, ormai cinquant’anni fa, venne in mente di utilizzare una pompa per l’estrazione dell’acqua dal sottosuolo come generatore di terapeutiche, rilassanti bollicine dentro una vasca da bagno, erano italiani. La vera svolta, però, quella che conduce velocemente ai giorni nostri, avvenne dopo il 1968, con l’ingresso in azienda dell’attuale presidente e a.d. Roy Jacuzzi. A lui si deve infatti l’intuizione di trasformare la nuova fonte di benessere in un oggetto di design, che oltre al fisico potesse appagare anche l’occhio. Furono allora presentate Roman Bath, la prima vasca con gli impianti per l’idromassaggio non a vista, e, nel 1970, il modello per due Adonis, un vero e proprio inno all’edonismo. L’era dell’idromassaggio e delle sue molteplici valenze – non ultima quella di status symbol – era iniziata.

Postato da Armando

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